CEO Breakfast | XIII Edizione

Date: 23-10-2020  23-10-2020

CEO Breakfast | XIII Edizione

Flessibilità, investimenti e sostegno alla società

Milano, 23 ottobre 2020 – Esattamente un anno fa gli Amministratori Delegati di dieci aziende svedesi in Italia si ritrovavano in una sala riunioni per il consueto appuntamento semestrale con il CEO Breakfast, il forum a loro riservato per confrontarsi su tematiche di grande attualità. Nei 12 mesi trascorsi le nostre vite e attività sono state stravolte e c’era tanto bisogno di parlarne. Online, a debita distanza, altre dieci aziende hanno preso la parola sul tema “Emergenza Covid-19, la parola alle aziende: fotografia dei mesi di emergenza, dello stato attuale e le prospettive per il futuro viste attraverso gli occhi delle multinazionali svedesi.”. Alla conversazione ha preso parte anche il nuovo Ambasciatore di Svezia in Italia Jan Björklund, fresco di inizio incarico a settembre 2020, e già pronto collaborare con le aziende svedesi in Italia per superare questo momento difficilissimo.

Come sempre, ad aprire il confronto è stato il nostro Presidente Roberto Rota, in questa occasione partecipante anche nella veste di General Manager di Atlas Copco Italia. Poi, a turno, tutti i partecipanti hanno preso la parola e ci hanno raccontato le nuove realtà che sono venute a svilupparsi nelle loro aziende. Tanti sono stati i punti di vista differenti, tutti validi e meritevoli di essere approfonditi. Ecco cosa ci hanno raccontato:

I MESI PASSATI

Da marzo a oggi le aziende hanno dovuto rivoluzionare il loro modo di lavorare. Lo smart working è entrato prepotentemente nella vita di tutti e con esso un’attenzione maggiore alla salute dei dipendenti. La flessibilità delle aziende è stata messa a dura prova e la necessità di risolvere problemi improvvisi e pressanti è stata la difficoltà più grossa da affrontare; un vero e proprio stress test. L’incertezza ha minato fortemente il morale e i profitti: pochissimi i settori che non siano stati pesantemente colpiti dal blocco delle attività e dal calo verticale degli ordini. Lo sforzo maggiore di tutte le aziende, svedesi e non, è stato quello di “salvare il salvabile”, più che di crescere o guadagnare. Immediatamente è stato chiaro che il 2020 non sarebbe stato un buon anno. Solo alcuni settori – food, telecomunicazioni, farmaceutico, healthcare, logistica e prodotti per l’igiene personale – hanno invece riscontrato un forte aumento di domanda e, a volte, hanno persino fatto fatica a rispondere all’enorme richiesta di prodotti che, tutta di colpo, è arrivata a bussare alle loro porte.

TRE FATTORI DA TENERE IN CONSIDERAZIONE

Da marzo all’autunno le aziende hanno imparato a convivere con le tante limitazioni. Arrivati al terzo quarter, si è fatta la conta dei danni: ce ne sono stati parecchi, ma un pochino più lievi del previsto, a esclusione dei settori più colpiti come, ad esempio, quello alberghiero o il turismo. Ma a fronte di questo scenario, che ormai tutti abbiamo imparato a conoscere da tanti mesi a questa parte, quali sono i piani per ripartire? Innanzitutto, bisogna investire. Le aziende svedesi investono in Italia già da tempo e continueranno a farlo, nonostante la crisi portata dalla pandemia. Gli investimenti saranno concentrati in alcune macroaree strategiche: digitalizzazione, green transition e sanità.

L’importanza di questi ambiti si è vista fin da marzo: quelle aziende che stavano già lavorando alla trasformazione digitale delle loro modalità operative sono riuscite ad adattarsi prima e meglio allo shock del lockdown grazie agli strumenti che già avevano a disposizione. Il passaggio online ha dato agilità alle imprese e ha permesso di non fermare completamente le attività, ma chi non era pronto a questo salto si è trovato con un grosso problema in più da risolvere in fretta.

Anche la green transition, la conversione ecologica di tanti aspetti della nostra vita e società, sarà ancora più inevitabile. Se prima del Covid-19 ci concentravamo sul cambiamento climatico, quasi giunto a un punto di non ritorno, ora si fa chiara anche la necessità di cambiare la nostra organizzazione in vista di un mondo del lavoro che richiederà meno spostamenti e più attività da remoto. Dunque, è questo il periodo adatto per far pulizia di veicoli, mezzi e macchinari di vecchia generazione per esser pronti al momento di ripresa che arriverà.

Ultima, ma certamente non per ordine di importanza, è la sanità. Si è visto come i sistemi sanitari di praticamente tutti i Paesi del mondo non siano stati in grado di far fronte al grandissimo numero di malati degli ultimi mesi. L’Italia ha avuto gli stessi problemi ma, al di là della difficoltà di gestire una pandemia, noi arriviamo da anni di depotenziamento della sanità pubblica. Questo è e sarà un punto da rivedere per il bene dell’intera società, tornando a investire in tutto ciò che rientra sotto il cappello di sistema sanitario. 

I PIANI FUTURI

Nonostante tutto, le aziende svedesi non smettono di progettare il futuro. Se per molti il 2020 è stato un anno difficile e caratterizzato da perdite considerevoli, per quasi tutti il 2021 si prospetta migliore. È opinione comune che, sebbene non si riuscirà a tornare ai livelli pre-pandemia del 2019, nel 2021 ci sarà un miglioramento generalizzato per quanto riguarda il commercio. Export, produzione e vendite avranno una ripresa in quasi tutti i settori. Per quelle aree di business maggiormente colpite come il turismo e l’alberghiero, bisogna attendere di vedere se le misure di contenimento dei contagi daranno dei buoni risultati, ma anche qui si è già al lavoro per trovare soluzioni e modalità alternative per far ripartire tutto l’indotto. Dunque, la previsione è che, lentamente, nel corso degli anni a venire si ritornerà alla crescita che le aziende stavano vivendo fino a febbraio 2020. Per far sì che questo accada, le aziende svedesi stanno continuando a investire in Italia, perché credono nel mercato e nella sua ripresa. In particolare, l’interesse è di investire nel digitale per avere aziende sempre più agili ed evolute.

L’IMPEGNO DELLE AZIENDE SVEDESI

Un altro punto comune importante, emerso dal confronto, è che le aziende svedesi hanno progetti per il futuro che vanno oltre ai loro business. In linea con i valori svedesi che le caratterizzano e spinte ulteriormente dalle nuove necessità che si sono fatte evidenti con lo scoppio della pandemia, il ruolo dell’azienda si espande in un’ottica più ampia. Gli uffici saranno ancora di più un luogo da rendere e intendere sicuro, come una seconda casa. La vita comunitaria sul posto di lavoro avrà come priorità la sicurezza e la serenità, una sorta di zona franca dal pericolo di contagio che rimane all’esterno. L’attenzione alle necessità dei dipendenti crescerà ancora di più, sia a salvaguardia della loro salute, sia dell’operatività dell’azienda. Andare incontro a bisogni di flessibilità e maggior tempo da dedicare alla gestione della famiglia sarà un tassello fondamentale nella riorganizzazione delle imprese. Non si tratta solo di dare maggiore libertà ai propri dipendenti, ma anche di permettere a tutti di portare avanti il proprio lavoro nonostante le condizioni spesso difficoltose. Una situazione in cui tutti hanno da guadagnare, dove sia i dipendenti, sia le aziende possono raggiungere i loro obiettivi. Inoltre, l’impegno non si fermerà al perimetro aziendale, ma andrà oltre. L’intenzione delle aziende svedesi è di contribuire alla società in cui operano. Non solo produrre, vendere e guadagnare, ma anche sostenere il contesto in cui sono immerse, affinché riesca a navigare tra le difficoltà e arrivi a prosperare, creando così un circolo virtuoso. Anche in queste condizioni così difficili, si riconfermano il valore e l’importanza della responsabilità sociale d’azienda.

Ringraziamo tutti i partecipanti all’incontro, in particolar modo S.E. l’Ambasciatore di Svezia Jan Björklund e Maria Åkerlund De Francisco, Primo Segretario, Affari Economici e Stampa dell’Ambasciata di Svezia in Italia, che per la prima volta hanno preso parte alle attività di Assosvezia e a cui auguriamo un buon inizio di incarico.

www.assosvezia.it | Testo di Viola Albertini


I PARTECIPANTI

  • S.E. Jan Björklund, Ambasciatore di Svezia in Italia
  • Maria Åkerlund De Francisco, Primo Segretario, Affari Economici e Stampa dell’Ambasciata di Svezia in Italia

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