Governo svedese sull’orlo di una crisi di nervi

Governo svedese sull’orlo di una crisi di nervi

Dopo la crisi provocata dalla bocciatura in Parlamento della legge finanziaria, il primo ministro svedese Stefan Löfven ha indetto delle elezioni anticipate per il prossimo 22 marzo. Gli svedesi, andati alle urne lo scorso 14 settembre, torneranno a votare dopo soli sei mesi. La Svezia piomba così in un’inedita, ma non inattesa, fase di instabilità. L’esito della proposta di bilancio della coalizione rosso-verde guidata dai socialdemocratici era prevedibile viste le dichiarazioni degli Sverige Demokraterna. Il partito di estrema destra aveva infatti preannunciato il voto a favore della contro-proposta presentata dall’alleanza di centrodestra capeggiata dal partito dei Moderaterna e da Anna Kinberg Batra, che a gennaio prenderà formalmente il posto di Fredrik Reinfeldt. I sondaggi per il momento assegnano mediamente a tutti i partiti le stesse percentuali ottenute alle elezioni di settembre, ma è probabile che la rapida caduta del governo e l’avvio della campagna elettorale possano mutare anche considerevolmente il quadro politico del Paese. I riflettori sono puntati sul partito di estrema, vero ago della bilancia della politica svedese: “Faremo cadere ogni governo che non accetterà le nostre posizioni”, ha dichiarato Jimmie Åkesson, il leader degli Sverige Demokraterna attualmente in congedo per esaurimento nervoso.

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