Bollettino coronavirus: azioni di contenimento, mascherine esaurite e provvedimenti sociali 

Bollettino coronavirus: azioni di contenimento, mascherine esaurite e provvedimenti sociali 

Circa dodici giorni dietro l’Italia, la Svezia si prepara ad affrontare la più grave emergenza sanitaria dei tempi moderni. I contagi hanno raggiunto quota 1906, 25 i decessi. Stoccolma resta la zona più colpita dal coronavirus e in pochi giorni ha assistito a un aumento notevole del numero dei contagi. Ad oggi nella capitale sono 760, ma si tratta di un dato destinato purtroppo ad aumentare. “La diffusione risulta più marcata qui per via della quantità di persone che sono state in settimana bianca proprio nelle zone dei primi focolai” spiega l’assessore regionale Irene Svenonius illustrando uno scenario realistico dei prossimi sviluppi. “Puntare sul contagio collettivo diffondendo un virus come questo sarebbe da irresponsabili” aveva risposto l’epidemiologo Anders Tegnell, quando l’approccio all’emergenza attraverso l’immunità di gregge è stata presentata come un’opzione. Ora il piano del governo è indirizzato verso un’azione di contenimento del contagio con provvedimenti emergenziali volti a scongiurare il collasso del sistema sanitario nazionale. Per evitare che gli ospedali vadano in tilt, sarà necessario un aumento del 50% dei posti letto in terapia intensiva, le unità operative di pneumologia e di malattie infettive saranno potenziate al massimo e allestite con la dotazione necessaria per il supporto ventilatorio. La situazione è critica, ma per il momento pare che il sistema sanitario stia reagendo bene all’emergenza. La sfida maggiore sarà affrontare la carenza dei dispositivi medici di protezione. Le scorte di mascherine, guanti e visiere che solitamente durano per un mese sono esaurite nel giro di 3 giorni costringendo il personale a riutilizzare i supporti monouso, disinfettandoli di volta in volta. “Il covid-19 è come una tempesta, sapevamo che sarebbe arrivata e che si sarebbe riversata anche sul nostro Paese aumentando gradualmente d’intensità. Speriamo per il meglio pur essendo pronti al peggio” dichiara l’assessore alla salute Björn Eriksson sottolineando l’importanza della collaborazione tra strutture e di tutto il personale sanitario nell’affrontare la crisi. Fondamentale inoltre la responsabilità civica dei singoli cittadini che sono tenuti a limitare gli assembramenti e a restare a casa nel caso riscontrassero sintomi influenzali. Scuole superiori e università chiuse da mercoledì scorso. “Stiamo lavorando a un provvedimento per poter lasciare a casa anche i più piccoli, individuando forme di sostegno ai genitori che lavorano” spiega il ministro dell’Istruzione Anna Ekström.

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Traduzione a cura di Ida Montrasio

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