A mali estremi, estremi rimedi: aumentano i consensi degli svedesi per il partito di destra radicale

A mali estremi, estremi rimedi: aumentano i consensi degli svedesi per il partito di destra radicale

Ecco cosa voterebbero gli svedesi se si andasse oggi alle elezioni. Stando all’ultimo sondaggio realizzato da Novus, è la destra radicale degli Sverigedemokraterna a ricevere maggiori consensi con un avanzamento del 2,3% rispetto all’inizio dell’estate. “Negli ultimi mesi Sverigedemokraterna continuano a portare via elettori ai moderati (M), ai socialdemocratici (S), ai cristianodemocratici (KD) e al centro (C) senza di fatto perderne di propri” constata Torbjörn Sjöström, ad presso Novus, restituendo una Svezia profondamente trasformata dal punto di vista della geografia politica e della composizione socio-economica degli elettori. Siamo di fronte ad un nuovo bipolarismo dove le simpatie dell’elettorato maschile vanno a sostenere la destra populista, che con il 26,6% dei consensi aspira a diventare il primo partito del Paese superando i socialdemocratici (22,4%) e i moderati (22,1%). Tra le donne invece il risultato è l’esatto opposto e gli Sverigedemokraterna ricevono appena il 14,7% dei consensi. È interessante notare come, a un anno dalle elezioni politiche dello scorso settembre, dove il testa a testa tra le coalizioni ha impedito la formazione di un governo per più di tre mesi, ci sia oggi una ripresa dei moderati (M), confermando una generale perdita di potenziali voti per i socialdemocratici (S) e il partito di centro (C). Dal sondaggio emerge un ipotetico scenario in cui l’opposizione composta dai  moderati (M), dai cristianodemocratici (KD) e Sverigedemokraterna avrebbero ottenuto un totale 176 seggi, ovvero la maggioranza. “Credo che questi dati rispecchino la frustrazione dell’elettorato nei confronti del governo, in particolare per quanto riguarda la politica migratoria e il tasso di criminalità in aumento” afferma Richard Jomshof, segretario del partito degli Sverigedemokraterna.

Fonte: 1

Traduzione a cura di Ida Montrasio

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