Decade of action for road safety: Volvo in prima linea durante la terza conferenza ministeriale sulla sicurezza stradale globale

Decade of action for road safety: Volvo in prima linea durante la terza conferenza ministeriale sulla sicurezza stradale globale

“Basta morti per incidenti stradali! C’è urgenza di intervenire in questo ambito con un approccio sistematico e coerente che sia in grado di apportare benefici alla società a livello globale. Insieme possiamo salvare vite” ha esordito il ministro delle infrastrutture Tomas Eneroth all’apertura della terza conferenza ministeriale globale sulla sicurezza stradale, che si è tenuta a Stoccolma in questi giorni. Delegati di oltre 80 stati membri delle Nazioni Unite si sono riuniti per discutere gli orientamenti strategici futuri per ridurre gli incidenti gravi e mortali che avvengono sulle strade. Supportando a pieno la zero vision del programma “United Nations Decade of Action for Road Safety”, Volvo Cars, che già nel 1959 aveva introdotto la cintura di sicurezza a tre punti, ha fatto appello all’ONU affinché esorti i legislatori in tutto il mondo ad adeguare le leggi internazionali di sicurezza stradale e a farle rispettare. “I dati globali evidenziano una grossa disparità nell’ambito della sicurezza stradale che deve essere colmata attraverso l’impiego della tecnologia, ma anche favorendo una cultura della sicurezza a livello mondiale” ha dichiarato Malin Ekholm, responsabile del centro sicurezza di Volvo Cars, ribadendo l’importanza dell’uso delle cinture di sicurezza anche per chi siede dietro e maggiore tutela per i pedoni e i ciclisti. “Ogni anno più di 1,3 milioni di persone perdono la vita in tragici incidenti stradali, in circostanze che potevano essere previste ed evitate” afferma Claes Tingvall, docente di sicurezza stradale presso il politecnico Chalmers di Göteborg. Oltre alla perdita di vite umane e ai danni materiali, gli incidenti stradali costano mediamente ogni anno tra l’1 e il 3% del PIL. Con l’adozione di un approccio strutturato proposto dall’ONU, ogni Paese dovrebbe essere in grado di migliorare i propri risultati nella gestione del traffico, di adeguarsi alle leggi vigenti contribuendo nel contempo all’obiettivo comune di ridurre il numero di incidenti stradali.

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Traduzione a cura di Ida Montrasio

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