Insegnamento zen: mindfulness in orario scolastico riduce i casi di bullismo

Insegnamento zen: mindfulness in orario scolastico riduce i casi di bullismo

Concentrazione, empatia, attenzione e regolazione emotiva. Questi sono solo alcuni dei benefici che la pratica di meditazione basata sul respiro riesce a portare tra i banchi di scuola svedesi. La mindfulness si sta rivelando un’ottimo strumento per affrontare i problemi sempre più frequenti nelle scuole come le difficoltà di attenzione e concentrazione, l’aggressività e il bullismo, lo stress e gli attacchi di panico. Constatando gli effetti positivi di questa pratica, il ministero dell’istruzione Skolverket ha deciso di avviare un progetto pilota nel comune di Kalix che prevede l’introduzione della mindfulness nel programma didattico con uno stanziamento di 1.229.000 SEK per i prossimi due anni. “L’inserimento della meditazione nella giornata scolastica richiede meno tempo di quel che si pensa. Possono bastare pochi minuti alla fine dell’ora di lezione per stabilire nella classe un clima di concentrazione e di raccoglimento di cui si avvantaggerà tutto il precorso formativo” spiega Helena Öman, la direttrice della Töreskolan dove gli episodi di bullismo riportati sono scesi da 78 a 9 da quando è partito il complesso lavoro educativo per sviluppare un clima sereno e un atteggiamento empatico tra gli studenti. “Nelle scuole svedesi si è sempre puntato molto sulle attività motorie e sportive come valvola di sfogo, sottovalutando spesso l’aspetto di riflessione che di fatto migliora lo stato emozionale dei ragazzi” fa notare il pedagogista Oliver Åström riportando come già dai primi mesi la Töreskolan abbia raggiunto ottimi risultati che si riflettono sul grado di apprendimento con un significativo innalzamento della media scolastica dei ragazzi.

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Traduzione a cura di Ida Montrasio

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