Lost in translation: difficoltà di comunicazione del personale straniero adibito all’assistenza degli anziani

Lost in translation: difficoltà di comunicazione del personale straniero adibito all’assistenza degli anziani

Come è facile immaginare sono i lavori poco specializzati e che non richiedono un particolare grado di istruzione a essere destinati agli stranieri residenti in Svezia. In particolare le mansioni relative all’assistenza degli anziani sono spesso affidate a donne immigrate. Sebbene dal punto di vista pratico si tratti di incarichi fattibili anche da chi non parla svedese, la questione della barriera linguistica va a discapito dei pazienti delle case di riposo che si sentono ancora più isolati. “Il problema nasce dalla convinzione dell’amministrazione e dei politici che si tratti di un lavoro di facile gestione, quando invece necessiterebbe di maggiori competenze sia professionali che linguistiche” spiega Tobias Baudin, portavoce del sindacato Kommunal, che chiede l’assegnazione di un budget sufficiente a coprire le ore necessarie per l’inserimento corretto del personale straniero. Alla casa di riposo Stockholms sjukhem è già partito un percorso didattico efficace per affinare le competenze e raggiungere una padronanza della lingua tale da favorire la comunicazione con i pazienti. I progressi sono evidenti. “C’è un’atmosfera più aperta e positiva nei corridoi, gli anziani sono stimolati a uscire dalle loro stanze e restano volentieri con noi a prendere il caffè” riporta l’infermiere Peter Sindmark che in questi anni si è dato da fare per prolungare il periodo di praticantato del personale straniero affinché riuscissero a imparare la lingua.

Fonte: 1

Traduzione a cura di Ida Montrasio

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