Economia contagiata dal coronavirus: ripercussioni sull’industria, il turismo e le aziende svedesi in Cina

Economia contagiata dal coronavirus: ripercussioni sull’industria, il turismo e le aziende svedesi in Cina

I timori legati al coronavirus colpiscono anche le aziende. Unendosi a un elenco crescente di aziende globali che hanno ridotto le attività commerciali in Cina a causa dell’emergenza, Ikea ha annunciato la chiusura temporanea di tutti i suoi punti vendita cinesi. “Si tratta di misure preventive per evitare la diffusione dell’epidemia. I nostri dipendenti rimarranno a casa sovvenzionati dal loro regolare stipendio” ha comunicato il portavoce di Ikea Jon Egerlid. Ikea ha inoltre reso noto di aver cancellato tutte le trasferte verso la Cina posticipando appuntamenti e meeting in data da definirsi. Intanto anche la catena di abbigliamento svedese H&M ha chiuso i suoi 45 negozi in Cina e gli analisti pronosticano ripercussioni pesanti sull’economia. In un mondo globalizzato la paralisi dell’export cinese è un problema per tutti. In Svezia i due settori che soffriranno di più sono l’automotive e l’elettronica. “Le forniture di componentistica cinesi non arrivano a destinazione a causa del blocco dei voli e con oltre 50 milioni di persone in quarantena e migliaia di fabbriche chiuse le previsioni sono piuttosto cupe” spiega Johan Woxenius, docente di economia dell’università di Göteborg. Anche nel settore turistico ci si aspetta un drastico calo dell’affluenza cinese. “L’anno scorso nel periodo tra gennaio e febbraio il turismo cinese ha registrato 32.000 presenze in Svezia, di cui 18.000 a Stoccolma. Oggi la differenza è tangibile” constata Stefan Westerberg, economista presso la Camera di Commercio di Stoccolma.

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Traduzione a cura di Ida Montrasio

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