C’era una volta Gutenberg: le tecnologie digitali democratizzano la cultura

C’era una volta Gutenberg: le tecnologie digitali democratizzano la cultura

Il futuro sarà digitale, ma la Svezia sembra essere ancora ferma al periodo di transizione nel quale stampa e informatica coesistono in antitesi. “È ora di evolvere” esclama Erik Fichtelius, coordinatore del progetto di digitalizzazione delle biblioteche svedesi affermando che entro dieci anni tutto il materiale culturale stampato dall’epoca di Gutenberg ad oggi sarà consultabile online. La biblioteca nazionale Kungliga biblioteket insieme alle biblioteche universitarie di Göteborg, Lund, Stoccolma, Umeå e Uppsala hanno infatti dato il via a un programma di democratizzazione della cultura che costerà allo Stato circa 250 milioni SEK. Tra le riforme strategiche si provvederà a digitalizzare l’eredità culturale, offrire libero accesso al materiale alle scuole, formare un maggior numero di bibliotecari, dare più spazio alle minoranze come la letteratura Sami ed espandere la gamma di libri nelle principali lingue immigrate. “Le biblioteche sono l’emblema della democrazia, hanno una funzione chiave per la formazione di cittadini istruiti e ben informati” sostiene Erik Fichtelius lodando il ruolo che le biblioteche statali hanno ricoperto negli anni in quanto risorsa formativa e di integrazione per la componente straniera. “C’è un forte clima di inclusione e accoglienza nelle biblioteche che si sono via via trasformate in centri sociali per gli anziani e doposcuola per i ragazzi. Ora grazie alla tecnologia si aggiungerà una nuova dimensione alla narrazione” conclude Erik Fichtelius promettendo agli internauti un tesoro culturale che nemmeno Google è in grado di fornire.

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Traduzione a cura di Ida Montrasio

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