Architetture informatiche per Medea: nuovi strumenti AI per riconoscere la depressione post partum

Architetture informatiche per Medea: nuovi strumenti AI per riconoscere la depressione post partum

Spesso viene sottovalutata o persino ignorata, eppure in Svezia la depressione post partum colpisce l’80% delle neo mamme. Si tratta di una condizione fisiologica legata ai cambiamenti ormonali che avvengono immediatamente dopo la nascita del bambino. Può risolversi in pochi mesi, ma può capitare che i sintomi non passino e tendano ad aggravarsi. “Fare un’autodiagnosi non è semplice. Il disagio può manifestarsi come una forte stanchezza nascondendo la psicosi in atto che la madre stessa tende a minimizzare” spiega Alkistis Skalkidou, professore presso il dipartimento di Scienze della Salute della Donna e del Bambino dell’Università di Uppsala. È qui che la tecnologia potrebbe intervenire efficacemente individuandone il disagio già dai primi segnali. La sperimentazione iniziale coinvolgerà un gruppo di 20.000 donne che attraverso semplici test guidati dall’app MOM2B forniranno un vasto database a supporto delle più moderne tecnologie di intelligenza artificiale. L’app dovrebbe puntare al riconoscimento di eventuali segnali di depressione post partum a partire dalla voce. “Numerosi studi hanno mostrato che le donne che soffrono di depressione post parto mettono in atto con i loro bimbi strategie comunicative differenti” spiega Alkistis Skalkidou, che nel suo studio analizzerà nel dettaglio tutte le differenze acustiche nella voce delle neo mamme per risalire alla così detta firma vocale della depressione perinatale. L’obiettivo finale sarà disporre di uno strumento per smartphone o tablet in grado di riconoscere i primi sintomi e fornire tempestivamente il supporto necessario alle mamme in difficoltà evitando tragedie greche.

Fonte: 1

Traduzione a cura di Ida Montrasio

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