Cashless society: gli svedesi preferiscono le modalità di pagamento digitali

Cashless society: gli svedesi preferiscono le modalità di pagamento digitali

L’incessante introduzione di tecnologie innovative e lo sviluppo di una rete di comunicazione costantemente connessa costituiscono i principali presupposti per ideare nuove opportunità di business con modalità di pagamento digitali. In questo scenario di continuo sviluppo la Svezia si distingue rispetto agli altri Paesi dell’UE per la rapidità con cui sta abbandonando l’uso della moneta fisica. Secondo un sondaggio della banca centrale Riksbanken dal 2008 ad oggi l’uso dei contanti è sceso dal 39% al 13% denotando una netta preferenza per i sistemi di pagamento smart. Rapidità, comodità e modernità sono le principali caratteristiche della cashless society che i consumatori svedesi apprezzano. “Il rischio è che alcune persone restino svantaggiate, ma stiamo lavorando affinché la transizione avvenga nel modo più lineare possibile” promette Christina Wejshammar, capo del dipartimento dei mercati e dei sistemi di pagamento della Riksbanken consapevole del fatto che gli anziani fanno più fatica ad adattarsi ai nuovi metodi di pagamento e della difficoltà dei meno abbienti quando aumentano i negozi che non accettano contanti. “Sta aumentando rapidamente la quota di pagamenti tramite Swish, oltre all’uso più semplice delle carte contactless e i sistemi sicuri per lo shopping online” afferma Gabriela Guiborg, capo del dipartimento di previsione e valutazione delle policy della Riksbanken, specificando quanto il fatto di disporre di infrastrutture di base abbia reso più fluido il passaggio al cashless. La banda larga è disponibile per la maggior parte della popolazione e il 90% degli svedesi possiede uno smartphone. Con meno soldi in circolazione avvengono meno rapine a negozi e alle banche, ma aumenta la cyber criminalità e gli episodi di clonazione delle carte di credito. In tutto questo la Riksbanken si prepara venire incontro alla domanda dei consumatori del futuro e sta valutando seriamente la possibilità di introdurre sul mercato la e-krona, come una valuta virtuale sostenuta dalla banca centrale.

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Traduzione a cura di Ida Montrasio

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