L’ombra del racket: provvedimenti per contrastare l’accattonaggio

L’ombra del racket: provvedimenti per contrastare l’accattonaggio

Tra democrazia e welfare, la Svezia svela un volto buio, di disagio e povertà, di persone dai trascorsi tortuosi ed esistenze devastate. Negli ultimi anni fuori dai supermercati, sulle panchine delle stazioni, nelle vie dello shopping è diventato sempre più facile imbattersi in barboni ed elemosinanti. Oggi in Svezia ci sono circa 5.000 mendicanti che esposti e discriminati finiscono facilmente in giri criminali e racket. “Vivere di elemosina non è la strada giusta per uscire dallo stato di povertà” ha affermato Daniel Källenfors, portavoce del consiglio comunale di Lidingö, che è il primo comune della provincia di Stoccolma ad aver approvato il decreto sul reato di accattonaggio. “Premesso che nessuno dovrebbe trovarsi in così serie difficoltà da scegliere questo come stile di vita, vietare il diritto di chiedere l’elemosina non può essere la soluzione in quanto riduce ulteriormente la libertà di coloro che già sono degli emarginati” scrive Eliot Wieslander, segretario generale dell’associazione umanitaria Läkare i världen, riferendosi alle misure che 290 comuni svedesi stanno prendendo per contrastare l’accattonaggio. A livello nazionale i moderati, i cristiano-democratici e gli Sverigedemokraterna sarebbero pronti a impugnare una linea dura contro i mendicanti, mentre la coalizione di centro-sinistra resta scettica.

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Traduzione a cura di Ida Montrasio

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