Addio fashion bloggers: il disprezzo del consumismo tra i giovani svedesi che trasformano la sostenibilità in un trend di moda

Addio fashion bloggers: il disprezzo del consumismo tra i giovani svedesi che trasformano la sostenibilità in un trend di moda

La lista dei neologismi svedesi legati all’emergenza climatica si allunga. Alla vergogna di prendere l’aereo “flygskam” si aggiunge lo “köpskam” che condanna gli eccessi del consumismo. Il termine è utilizzato soprattutto in riferimento alla mancanza di coscienza ambientale dell’industria della moda che  secondo i dati dell’ONU rilascia più emissioni dei voli internazionali e dei trasporti navali messi insieme. In un momento storico in cui vestirsi sta diventando un problema ambientale, dove si produce tanto, si inquina tantissimo e poi si butta via praticamente tutto, la soluzione è ripensare il comparto dell’abbigliamento in un’ottica più sostenibile. La generazione di Greta Thunberg lo sta già facendo dimostrando una crescente disapprovazione dello sperpero e del culto del superfluo. Fare l’influencer e utilizzare i social network per mostrare le ultime tendenze della stagione non è più così interessante tra i giovani svedesi che, anziché essere in preda agli eccessi della moda, preferiscono inventare stili del tutto personalizzati scovando pezzi unici nei mercatini dell’usato. “A livello internazionale non esiste ancora un termine per indicare questa controtendenza, ma è solo questione di tempo, presto sarà un concetto universale”. Di questo è convinto Jonas Arnberg, ceo dell’istituto di statistica svedese HUI Research riportando la fotografia di una Svezia propensa a nuovi modelli di comportamento sostenibili che promettono una drastica trasformazione dell’industria della moda, dell’alimentare e dei trasporti.

Fonte: 1

Traduzione a cura di Ida Montrasio

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