Chi ben comincia è a metà dell’opera: mancano politiche di sostegno adeguate per l’avanzamento delle tecnologie a zero emissioni

Chi ben comincia è a metà dell’opera: mancano politiche di sostegno adeguate per l’avanzamento delle tecnologie a zero emissioni

Il settore industriale svedese è pronto a cavalcare la prima fase di avanzamento delle tecnologie low carbon. Manca però il sostegno di politiche adeguate per valorizzare l’innovazione in corso di sviluppo. “Il tessuto produttivo svedese non ha ancora accesso agli  strumenti finanziari adeguati per essere un incubatore tecnologico durante la fase di conversione verso un’industria a zero emissioni” spiega Svante Axelsson, coordinatore presso Fossilfritt Sverige, un’organizzazione che riunisce le principali aziende responsabili di quasi un terzo delle emissioni in Svezia. Tredici aziende tra le più inquinanti nel settore dell’industria del cemento e dei materiali da costruzione hanno già sviluppato una strategia su come ridurre le loro emissioni entro il 2045, ma senza sovvenzioni statali sarà difficile realizzarla. In vista del meeting che si terrà a breve per rivedere gli obiettivi fissati nella strategia governativa a salvaguardia dell’ambiente, Fossilfritt Sverige ha avanzato una serie di istanze di tipo economico e tecnologico per agevolare i costi della transizione green a cui l’industria dovrà andare incontro nei prossimi anni. “Ci troviamo davanti a una sfida storica per liberare la Svezia dal CO2 la Svezia e diventare un’esempio virtuoso di sostenibilità, non c’è tempo da perdere” afferma il ministro Isabella Lövin consapevole però che prima di arrivare all’approvazione di incentivi statali che soddisfino le ambizioni di decarbonizzazione potrebbero volerci anche una decina d’anni.

Fonte: 1

Traduzione a cura di Ida Montrasio

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