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Dal baratto alla sharing economy

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“La nuova economia di condivisione incoraggia un nuovo modo di consumare: grazie a servizi più efficienti si può adottare uno stile di vita più sostenibile e aumentare il valore sociale” esordisce Per Bolund, Ministro dei Mercati Finanziari e degli Affari del Consumatore. Il tipo di innovazione che la sharing economy porta con sé è un tema strategico di grande attualità che propone il riuso e la condivisione di beni sottoutilizzati affittando, condividendo, scambiando, vendendo beni, competenze, tempo, denaro e spazio. Secondo una recente indagine del Konsumentverket – l’ente svedese per la tutela dei consumatori – negli ultimi anni circa il 10% degli svedesi, soprattutto giovani tra i 19 e i 29 anni più orientati al risparmio, hanno adottato il nuovo stile di consumo che predilige la ridistribuzione del denaro e la socializzazione. L’amministrazione svedese ne riconosce il potenziale e si sta muovendo per favorirne la diffusione sul territorio implementando i servizi orientati alla condivisione e predisponendo regole fiscali e giuridiche più chiare per incentivare gli utenti ancora scettici. “Stiamo cercando di mettere ordine sul significato di sharing economy chiarendo meglio i confini del fenomeno con l’obiettivo di far crescere i servizi” spiega Per Bolund facendo notare che le resistenze maggiori dei cittadini riguardano soprattutto l’idea di entrare in contatto con sconosciuti, mettendo a rischio la propria privacy in rete e la paura di essere truffati.

Traduzione a cura di: Ida Montrasio