Benvenuto in Assosvezia – la Camera di Commercio Italo-Svedese

Breakfast with Boyden

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Evoluzioni, rivoluzioni e trend nel mondo del lavoro

Prendete una mattina luminosa e assolata di giugno, all’ora di colazione, e vari delegati delle Risorse Umane delle aziende svedesi associate ad Assosvezia riuniti per fare il punto su rivoluzione digitale, soft skills, luoghi di lavoro virtuali e su come sarà l’azienda del futuro. Aggiungete Boyden Executive Search, l’azienda specializzata in ricerca e selezione di figure manageriali operativa in Italia da oltre 60 anni, che in questa occasione ha voluto fornire aggiornamenti sulla direzione che il mercato del lavoro prenderà nei prossimi anni. Mescolate per bene tutti gli ingredienti e il risultato sarà una conoscenza e una comprensione più profonda dei cambiamenti e del nuovo approccio che le Risorse Umane delle aziende stanno adottando.

Anders Lindholm, Managing Partner di Boyden Executive Search Italia, è stato il moderatore dell’incontro, ed ha aperto i lavori insieme a Clara Pelaez, Presidente di Assosvezia. Il discorso affrontato durante la mattinata è stato calibrato per essere utile sia alle PMI, sia alle multinazionali; Michele Marchesan, Advisor presso Boyden, ha sapientemente tenuto alta l’attenzione del pubblico per tutta la durata del seminario affrontando la domanda centrale dell’incontro, ovvero come sta cambiando il ruolo delle funzioni HR in azienda. Non si è trattato di un approfondimento confezionato sulle Risorse Umane e a loro mirato, ma piuttosto di una panoramica più ampia incentrata su come le aziende gestiscono i loro collaboratori. Due i punti su cui si è imperniato il discorso:

  • La digitalizzazione, che sta rivoluzionando le modalità di gestione e il suo impatto a livello globale, non solo internamente all’azienda;
  • Un nuovo approccio customer oriented per la gestione del personale.

Uno dei primi concetti a subire l’avvento pervasivo del digitale è quello di luogo di lavoro, indirizzato a una realtà sempre più virtuale e necessariamente legato a un aumento della fiducia che le aziende devono avere nei propri collaboratori. Se in Svezia non si tratta certo di un concetto nuovo – infatti lo smart working è ampiamente diffuso e l’orario di lavoro è inteso in modo fluido e flessibile già da svariati anni – in Italia stiamo ancora sviscerando tutti i possibili cavilli dal punto di vista della regolamentazione. Dopotutto, vista la rapida evoluzione tecnologica verificatasi negli ultimi 30 anni, è inevitabile che porti con sé dei paradossi e delle modifiche radicali nei rapporti tra azienda e collaboratori.

Scendendo più nel dettaglio, ecco alcuni dei trend che caratterizzeranno il futuro del mondo del lavoro:

  • Una esperienza di lavoro più coinvolgente per i dipendenti (employee experience) resa possibile, migliorabile e misurabile anche grazie all’impiego di nuove tecnologie per la gestione delle attività, oltre che alla sempre maggiore diffusione della figura di Head of Employee Experience. Inoltre una maggiore qualità di vita sul luogo (o non-luogo) di lavoro costituisce un forte elemento di attrattività per i giovani talenti;
  • Un approccio “agile” al lavoro anche in fase di ricerca e selezione del personale utilizzando degli specifici software a supporto della fase di recruiting, piattaforme digitali intelligenti abbastanza flessibili affinché possano essere impiegate anche per attività di e-learning;
  • Una costante collaborazione con la funzione real estate per realizzare nuovi spazi dedicati alla coltivazione della cultura aziendale e al rafforzamento dei rapporti tra colleghi. A tal scopo gli spazi vengono sviluppati primariamente in funzione delle attività che dovranno ospitare (focused work vs collaborative work), facendo in modo che questo vada nella direzione di aumentare la produttività;
  • Un utilizzo dei social media anche per migliorare o mantenere il rapporto con i collaboratori, non solo con i clienti. Va da sé che questo approccio in stile consumer marketing comporta dei rischi intrinsechi del medium, ma al tempo stesso può rappresentare un’opportunità di sviluppo di gran valore (es. sistemi di social pulse, insight e raccolta di input utili);
  • L’impiego di chatbot per fornire le risposte alle domande più frequenti, l’evoluzione della sezione FAQ con cui interagire in tempo reale;
  • La gestione di una forza lavoro sempre meno omogenea, che richiede modalità e strumenti specifici. La cosiddetta Gig Economy prende sempre più piede e questo avrà un forte impatto sul onboarding, ovvero tutte quelle attività mirate a inserire in azienda i nuovi assunti: per popolazioni di collaboratori variegate e con necessità differenti – per tipologia di contratto o per età anagrafica – servono soluzioni specifiche e di volta in volta rimodulabili;
  • Lo sviluppo di nuove modalità di carriera per millennial e nativi digitali, che saranno la forza lavoro del futuro e sono una fascia di popolazione pronta a sperimentare, anche dal punto di vista professionale. Dunque via libera a piattaforme dedicate alla career mobility e ai giochi di ruolo aziendali;
  • Un sempre maggiore investimento nel benessere e supporto dei propri collaboratori che vada oltre i confini della vita aziendale;
  • Lo spostamento del focus sul lavoro di squadra, facilitato dall’introduzione di nuove strumentazioni apposite;
  • Un nuovo ruolo per le Risorse Umane, che integreranno competenze digitali nelle loro funzioni di gestione e supporto. Il marketing verrà in soccorso prestando strumenti e tecniche adattabili alla gestione dei collaboratori. Una nuova figura che prenderà sempre più piede sarà il Chief Storyteller, dedito allo sviluppo e alla narrazione interna della cultura aziendale.

Le Risorse Umane, dunque, si rifanno la veste, passando da poliziotti del sistema a facilitatori di efficienza e produttività. Una sfida non da poco che prevede l’assunzione di un ruolo sempre più strategico di business partner, corredato di competenze digitali e di marketing da tenere costantemente al passo con i cambiamenti. Fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo sarà la capacità di capire a fondo il business dell’azienda e le sue attitudini commerciali. Con l’impiego sempre più massiccio della tecnologia, le Risorse Umane saranno in grado di aumentare livello e qualità dei servizi, abbassando al tempo stesso i costi; allo stesso modo, con i dati raccolti tramite le piattaforme digitali, si potrà valutare e migliorare l’efficacia degli sforzi messi in campo. Il coinvolgimento dei collaboratori sarà imprescindibile da comprensione e integrazione della gran varietà di culture, differenze e necessità che convivono all’interno delle aziende. Non omogeneizzazione ma comprensione e sapiente gestione delle diversità.

www.assosvezia.it | testo di Viola Albertini – foto di Ida Montrasio

 

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